Il nuoto spiegato a chi non lo ha mai fatto (e non lo potrà mai capire)

Ma non ti annoi tu solo senza scambiare una parola con nessuno? Ma scusa, non è monotono fare sempre lo stesso? Ma dai, gli sports di squadra sono più formativi,  ti diverti e ti aiutano a stare in gruppo, ti fanno crescere no? Secondo me voi siete pazzi… io non so come fate

Già… Qualunque nuotatore, almeno una volta, ha dovuto (suo malgrado) ascoltare cose del genere e perché no, magari anche rispondere (con sorrisi di circostanza e qualche monosillaba).

Allora, permettetemi qualche suggerimento, qualche spunto che potrete, se vorrete, eventualmente condividere.

Non ti annoi? No, non posso annoiarmi, perché significherebbe rinnegare sé stessi: nuotare è una metafora della vita, ogni vasca è un nuovo giorno, ogni bracciata è una nuova sfida, l’ultima vasca è il mio sabato, il riposo è la mia domenica, ma poi si ricomincia, si riparte, come ogni lunedì, perché tutti i giorni ti insegnano a vivere, tutte le vasche ti servono a crescere e  volente o nolente, sei sempre solo con te stesso, puoi forse chiedere consiglio al tuo coach, come faresti con un amico, ma a mettere la testa sott’acqua ci siamo solo noi, come nella vita, ad affrontare i nostri problemi, le paure e i dolori.

Ma non è monotono andare avanti e indietro, non è sempre lo stesso? Sempre lo stesso? Se ogni giorno è diverso, anche ogni vasca lo è. Il nuoto non è uno sport, è una metempsicosi: ogni santo giorno ci spogliamo non solo degli abiti, ma anche delle nostre personalità, per divenire tutti uguali, supereroi dei nostri tempi, che sfidano i propri limiti, in barba a quegli zombie che si perdono davanti ad un video o ad un social. Col nuoto non puoi non crescere e lo fai da solo, sempre, perché se è vero che l’unica via per migliorare è avere un obiettivo chiaro in testa, quanto è vero iddio, noi ne abbiamo uno, migliorarci e, ogni ora, minuto, secondo e decimo di secondo proviamo a raggiungerlo, con impareggiabile abnegazione.

Ma non scambi nemmeno una parola dai… sono meglio gli sports di squadra, ti diverti di più e impari a stare in gruppo! A parte il fatto che in vasca spesso siamo 20 e pure 30, ma poi chi diavolo te lo dice bello mio eh? Tu nemmeno hai idea di cosa significhi crescere e stare in gruppo se prima non impari a stare bene con te stesso. Sono fandonie, illazioni, pura immaginazione, pensare che le sfide della vita si facciano in gruppo. Non ho mai visto nessuno, in pace con sé stesso, che non sappia stare in un gruppo, ma sì che ho visto perdersi chi, abituato a stare in gruppo, si sia trovato ad affrontare le sfide della vita, senza che accanto ci fosse qualcuno a sostenerlo.

Secondo me voi siete pazzi…. Eh già, stavolta hai ragione, siamo pazzi, pazzi quanto è pazzo chi vive per un sogno, senza guardare alle rinunce; pazzo quanto chi, innamorato di qualcuno, non sente sonno, fatica, dolore; pazzo quanto chi, per migliorarsi di un solo decimo di secondo, è capace di allenarsi ore, giorni, mesi, senza mai voltarsi indietro e senza mai pentirsi nemmeno di un minuto di quel tempo trascorso, da solo, in silenzio e senza nessuno accanto che ti prenda per la mano per aiutarti a rialzarti.

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