La piscina è la nostra casa

C’è una cosa che mi ha sempre affascinato della piscina: la sua tranquillità. L’ho sempre considerata un posto sicuro in cui nascondermi, un luogo sereno e limpido, quasi un rifugio. Lei ti accoglie sempre a braccia aperte e ti coccola col suo dolce e profondo profumo di cloro.

In piscina siamo tutti svestiti dai nostri panni quotidiani, li chiudiamo dentro un armadietto prima di entrare, quasi a limitare entro confini precisi la vita di ogni giorno. Così diventiamo tutti uguali: un costume, una cuffia e un paio di occhialini. In piscina siamo noi stessi, nella nostra essenza più naturale.

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Quando sei in acqua puoi piangere senza che nessuno ti noti, puoi ridere senza che nessuno ti chieda perché, puoi sfogarti senza che nessuno si spaventi, puoi sfidare te stesso e puoi sfidare gli altri, puoi migliorarti e puoi trasformarti.

Insomma: quando va tutto male, quando i pensieri ti tormentano, quando non riesci a ritrovare il filo della ragione, la piscina rimane la scelta migliore. Nuotare è quasi un atto meditativo che ti permette di riallineare i pensieri e di trovare soluzioni che prima nemmeno immaginavi.

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In piscina ci sono gli amici che ti ascoltano, ci sono i compagni di una vita, c’è una famiglia sempre pronta ad abbracciarti, ad aiutarti, a sorprenderti. Per questo ritengo che sia la nostra casa, perché lì siamo tutti una grande famiglia, lì stiamo tutti un po’ meglio. Così accade che quando esci dalla piscina, dopo la prima boccata di aria fresca, avviandoti versa casa, non puoi che sorridere.

5 pensieri su “La piscina è la nostra casa

  1. Daniela dice:

    Condivido completamente questo articolo dall’inizio alla fine trovo che mi rappresenta in pieno perche’ e’ proprio cosi’ il nuoto oltre ad essere uno sport e’ terapeutico ti insegna a non mollare a “sfidare i tuoi limiti”,e’ rilassante…ti aiuta a scaricare tensioni..ecc ecc avrei mille cose da scrivere…per questi motivi quanso mi chiedono :”Ma non ti annoi a nuotare cosi’ tanto” …mi fermo un momento sorrido e penso “Non sai cosa ti perdi.” Ps Complimenti per l’articolo

  2. Giuseppe dice:

    Siamo soddisfatti dei sacrifici che abbiamo fatto per portare in piscina i nostri figli. Ultimamente nostro figlio ha fatto la traversata della Manica impiegando 13,06 h (in staffetta per 4). I nostri nipoti (5) nuotano tutti. La piscina, selezione di vita, alimenta il – nosce te ipsum – . Complimenti e buone feste.

  3. Monia dice:

    Samuele è mio fratello per una serie di motivi.
    Ad esempio questo link che mi ha mandato, che in poche, semplici parole, descrive esattemente quello che ci accade nel nostro cocciuto e costante immergerci nel cloro.
    Nuoto, a fasi alterne, dall’età di sei anni.
    Ma è dal 2004 che ho davvero ricominciato a pieno ritmo, senza praticamente mai interrompermi.
    E da allora pian piano mi sono ritrovata dentro un gruppo che cambia forma ogni tanto, ma resta quello, nella sostanza che conta. E in quel gruppo c’è anche mio fratello. E in quel gruppo ho trovato amici. Non conoscenti. Amici.
    La piscina è davvero una casa, una dimensione in cui sei allo stesso tempo solo e connesso a chi si allena con te. E non puoi nasconderti, è la pelle la veste che indossi, eccetto che per cuffia e costume. Non ti camuffi. E quando uscirai dopo una nuotata, non sarai mai uguale a quando sei entrato.
    La piscina t’insegna il valore delle parole, lo sceglierle efficaci e dirette, per non doverle spiegarle dopo, nel poco tempo che hai per dirle tra una serie e l’altra. Perché poi là sotto cala il silenzio e l’unico dialogo che avrai è con te stesso.
    E quando al muretto c’è da scherzare, spera di saper controllare le risate, perché è un po’ difficile poi fare un B2, Bro’, soffocando tra le bolle e ridendo come dementi.
    Soprattutto, dinamica che ho sperimentato in diverse occasioni, la piscina crea legami liquidi capaci di adattarsi alle diverse forme della tua vita.
    Come quella sera in cui vi vidi entrare compatti nella mia camera d’ospedale o le altre volte in cui invece venivate da soli. Ecco.
    Lì capii che il legame chimico del cloro ci ha irrimediabilmente connessi a vita.
    Ma ora basta, come dice il nostro Teddy, sennò poi “troppa trama” 🙂
    E complimenti per l’articolo 🙂

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