Lo stato di forma? Un orgasmo di sensazioni

Hai mai avuto la fortuna di provare quella sensazione di onnipotenza, dove il tuo corpo è un’orchestra sincronizzata e i muscoli strumenti perfettamente accordati? Quella situazione in cui capisci che sarà praticamente impossibile sbagliare? Io sì, la ricordo perfettamente, l’ho provata diverse volte, ma una in particolare mi è rimasta dentro, tatuata nella memoria, forse perché la prima, ma per quanto la più bella: un orgasmo di sensazioni.

Ero in gara, a Roma, ai Campionati Italiani, un 100 farfalla che ricordo come fosse ieri. Era mattino presto, un momento in cui non avevo mai avuto buone sensazioni e per questo motivo, ancora più bello e inaspettato. In un solo istante, capii subito che sarebbe stato diverso. Un anno intero ripercorso in poco meno di un minuto e credimi c’entra tutto, tutto quanto.

Subito dopo lo start il primo colpo di gambe mi disse che andavo come mai era successo prima, avevo i quadricipiti il cui volume sembrava raddoppiato, tale era l’energia che vibrava dentro, le braccia erano perfettamente allineate, distese sopra la testa. Eppure il riscaldamento era stato quasi normale, nulla lasciava presagire tutto ciò.

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La prima bracciata fu la definitiva conferma che era uno stato di elevazione: tricipiti, deltoidi, addominali obliqui, finanche i flessori delle dita, mi dicevano che erano lì, ai miei comandi. Percepivo parti del mio corpo la cui esistenza, fino ad allora, si era palesata solo col dolore e la sofferenza. Nuotare fu una rivelazione. Ogni metro che percorrevo, sentivo crescere l’energia ed ogni singolo movimento era migliore del precedente. Capii che avrei solo dovuto eseguire con naturalezza, dovevo solo assecondare il mio corpo e spingere sull’acceleratore, era tutto dentro, sapevo tutto, questa volta nulla era fuori posto.

Se non l’hai mai provato, sappi che ripaga di tutto e che non può non arrivare, prima o poi. Sappi anche che, qualunque sia lo sport, dal nuoto, all’atletica, al golf, al calcio, canottaggio, judo, pallanuoto, in tutti gli allenamenti, tutte le giornate, tutti gli esercizi, tutte le ore, tutti i minuti, hanno un senso se lavori sodo. Se lo farai, inevitabilmente conoscerai quello stato di trans agonistico dove, in ogni caso, vincerai.

Le sensazioni più belle? Il cuore: per la prima volta le pulsazioni non inseguivano lo sforzo ma lo producevano, erano un additivo, un surplus di cui mi sembrava quasi di non aver bisogno tanta era l’energia che avevo dentro. Metro dopo metro non sentivo crescere la fatica, ma altra forza. Finalmente le centinaia di ore spese a ripetere quei movimenti, avevano un senso compiuto, ero in uno stato di estasi. Addirittura le dita, che più volte avevo percepito quasi come estranee e fuori controllo, si trasformarono in una parte essenziale, come ricoperte di papille i cui spostamenti avvertivo distintamente, percepivo l’acqua come un elemento perfettamente attaccato alle mani.

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Da quel giorno, tutto quello che venne dopo, credimi, non fu più lo stesso. Ogni allenamento che seguì quella giornata infatti, trovava senso in quel momento vissuto. Era una sorta di richiamo, una droga che mi spinse a ricercarlo all’infinito. Quella fu la prima volta dove tutto, ma dico tutto, mi riuscì alla perfezione.

Perciò ti dico, non mollare mai, anche quando ti sembra che non ci sia un senso. Tutte quelle fredde nozioni, gli esercizi che vivi a volte come sterili, ripetitivi, eccessivi, i movimenti come monotoni e gli allenamenti, a volte, come insormontabili e alienanti, prenderanno un senso tutto in un fiato. E’ il compimento, il momento in cui comprendi che la gara è il contenitore dei tuoi sacrifici, che non sarà più fatica ma forza, non sarà paura ma determinazione. Le ore, i giorni, le settimane, i mesi di lavoro saranno i mattoni del tuo corpo che, nello stato di forma, all’unisono gareggeranno con te, stabile, fermo, presente a te stesso, raccolto e, al contempo, essenziale. Percepirai il contorno e le dimensioni in maniera diversa, ogni singola parte di te lavorerà per lo stesso obiettivo.

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Max Rosolino la definisce (in questi video parte 1 e parte 2 che ti consiglio vivamente di vedere ) “Una sensazione ‘e patatern” – e secondo me è la sintesi ideale, perché il tutto, in una sola volta, è perfettamente al centro e completamente sotto il tuo controllo.

E’ per questo che ci prendono per matti, è per questo che ogni giorno sopportiamo fatica, dolore e ci priviamo magari di qualche piacere (ammesso che questo non lo sia): è per vivere quella sensazione, conoscerla ed inseguirla, perché non esiste moneta, non esiste parola, non esiste regalo più grande che ti ripaghi di tanto impegno.

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