Perché il nuotatore è diverso dagli altri – Parte 2

Dunque ancora dubbi sul fatto che il nuotatore sia veramente diverso vero? Se sei qui, forse, è perché la prima parte non ti ha convinto del tutto. Ok, procediamo.

Hai mai provato la sensazione che si vive rientrando in acqua dopo esserti fermato due soli giorni magari a causa dell’influenza? No vero? Bene, devi sapere che il nuoto è l’unico sport in cui ti bastano due giorni lontano dall’acqua  (si solo due giorni) per aver buttato nel cesso un mese di allenamenti. Si perché il nuoto non ammette che tu possa lasciarlo per più di 12 ore, lui vuole che tu ti alleni sempre, magari anche la notte. Se ti permetti di ammalarti, lui, il nuoto, decide che l’acqua ti sfugga via dai polpastrelli e diventi un corpo estraneo al primo secondo in cui rientri in vasca. Lui, decide che tu ti senta un coglione, che le tue braccia abbiano come perso completamente la bussola e vadano in giro staccate dalle spalle.

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L’acqua diventa olio e tu una goccia d’acqua, i tricipiti due palloncini inutili, tutto questo proprio in quella stessa corsia in cui, solo due giorni prima, ti sentivi Michael Phelps. Bello vero? Il fatto che non sudi poi è una cagata pazzesca! Si suda eccome: tu prova ad asciugarti subito dopo un allenamento, provaci e vedrai quante volte dovrai passarti e ripassarti l’asciugamano sulla testa, sulle braccia, sulle gambe o sulle spalle. Non serve a nulla provare col talco, perché diventerebbe uno strato di calce sulla pelle! Fidati, l’unica maniera per asciugarti, è aspettare che evapori, tanto la temperatura corporea dopo la doccia è di molto vicina all’ebollizione.

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E poi l’odore di cloro, ma forse già lo sai, ne avrai sentito parlare. Forse però non sai che alla domenica (ammesso che tu non abbia gare) a casa sotto la doccia ancora lo senti, perché quello, il cloro, ti entra nei pori, rimane sotto pelle, scorre come se fosse un secondo sangue. D’estate, al mare, quando prendi il sole, i primi giorni di vacanza lo senti ancora, senti che esce dai pori e si posa sulla pelle. Insomma mio caro, se ancora hai qualche dubbio sul fatto che un nuotatore sia diverso, ti dirò che forse sono proprio contento che tu non capisca, perché infondo, è proprio quella sensazione di essere diversi, unici, incomprensibilmente felici, che ci rende ineluttabilmente legati per sempre a questo sport.

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